Tatiana Bucci ed Andra Bucci sono due sorelle italiane di origine ebraica, superstiti dell’Olocausto, testimoni attive della Shoah italiana e autrici di memorie sulla loro esperienza ad Auschwitz.
Scambiate per gemelle, vengono tenute in vita per essere usate come cavie per gli esperimenti condotti dal dottor Josef Mengele e sono tra i pochi bambini a sopravvivere. Proprio la loro esperienza in tale contesto ne fa dei testimoni cruciali sul funzionamento nel campo di Auschwitz e sugli pseudo-esperimenti scientifici compiuti.
Le sorelle Tatiana e Andra Bucci nascono nella città di Fiume rispettivamente nel 1937 e nel 1939, figlie di Giovanni Bucci fiumano, cattolico, e Mira Perlow, ebrea. Anche la sorella di Mira, Gisella, aveva sposato un cattolico , Eduardo De Simone, con il quale si trasferì a Napoli dove diede alla luce il suo primogenito Sergio De Simone.
Dopo l’8 settembre 1943, a Fiume vennero applicate le leggi razziali tedesche e per la comunità ebraica iniziarono le deportazioni. Il 28 marzo 1944, Andra e Tatiana, rispettivamente all’età di 4 e 6 anni, vennero arrestate insieme alla mamma, alla zia, al cuginetto Sergio e ad altri familiari.
La famiglia Perlow fu portata a Susak in un magazzino di vini dove rimase per una notte, dopodichè tutti furono caricati su un’automobile e trasferiti nella Risiera di San Sabba per due giorni e per due notti dove furono sottoposti ad interrogatori. In seguito la famiglia Perlow fu caricata senza acqua nè cibo su uno dei vagoni del treno diretto in Polonia. La notte del 4 aprile 1944 il loro treno arrivò ad Auschwitz-Birkenau.
I deportati furono portati in un piazzale dove furono smistati, la nonna fu indirizzata nella fila di sinistra e, caricata insieme ad altri ebrei su un camion, venne uccisa la sera stessa. Le bambine, probabilmente scambiate per gemelle,con il cuginetto, furono portate nel Kinderblock, la baracca destinata agli esperimenti del dottor Josef Mengele. La madre e la zia furono mandate in una baracca poco distante da quella dei bambini.
Mira riuscì a vedere le bambine poche volte. Andra e Tatiana iniziarono a rifiutare la donna smagrita, rasata e sofferente che era diventata la loro mamma.
Le bambine iniziarono a rendersi conto di essere nel campo di concentramento, e anche se in maniera confusa, si abituarono alla morte, non piangevano di fronte ai cumuli di cadaveri di persone come loro, e non piansero nemmeno quando la mamma smise di andarle a trovare, accettando la possibilità che tra quei corpi potesse esserci anche la loro madre.
Le due bambine cominciarono a far tenerezza e la loro salvezza fu la blokova. Ella un giorno prese da parte Andra e Tati e disse loro che arriveranno degli uomini e chiederanno a tutti i bambini se vogliono vedere la loro mamma e loro devono dire no. Le bambine dissero questa cosa anche al loro cuginetto Sergio ma quando arrivò il dottor Mengele e chiese ai bambini se volevano rivedere la loro mamma egli disse di si e , insieme ad altri 19 bambini, fu trasferito nel campo di concentramento di Neuengamme dove subì orribili esperimenti fino alla morte.
Dopo la liberazione Andra e Tatiana, che avevano perso i contatti con la madre che credevano morta, vennero trasferite in un orfanotrofio vicino a Praga. Le due bambine rimasero lì fino al marzo 1946, quando vennero messe su un aereo con altri bambini e vennero trasferite in Inghilterra, a Lingfield, nella tenuta di sir Benjamin Drage, usata come centro per l’accoglienza di bambini resi orfani dalla brutalità dei campi di conecntramento. Nel frattempo, la mamma, anch’essa sopravvissuta, cercava ogni mezzo possibile per avere notizie delle figlie. Il comitato per i rifugiati ebrei di Londra, insieme alla Croce Rossa Internazionale, si mise alla loro ricerca, partendo dai numeri tatuati sulle braccia delle bambine. Un giorno a Lingfield arrivò una lettera da Napoli in cui le famiglie Bucci e De Simone chiedevano informazioni dei loro bambini. Nella busta successiva Mira allegò una foto di lei insieme al marito e Andra e Tatiana li riconobbero. Nel dicembre 1946, le due sorelline furono portate a Roma dalla signorina che le aveva accudite per mesi, dove ritrovarono la mamma.
Andra e Tatiana tornarono alla normalità quasi facendo finta che ciò che avevano passato a Birkenau non fosse successo. Con la mamma parlarono spesso di Lingfield, ma mai di Birkenau. Le sorelline rispettarono il silenzio della mamma sulla sua esperienza e lei fece lo stesso con le sue bambine.
Alice Di Rocco 2B
